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Scuole, i genitori chiedono certezze sulla climatizzazione. Il Comune dia tempi e garanzie precise

2 Settembre

Le preoccupazioni espresse dal Comitato Scuole Roventi Bologna meritano una risposta chiara. I genitori chiedono di sapere in quali tempi e con quali modalità saranno realizzati gli interventi di climatizzazione nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, all’interno del più ampio progetto approvato dalla Giunta comunale per la gestione e la manutenzione del patrimonio comunale.

A quasi un mese dall’approvazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica per la gestione unificata della manutenzione degli edifici e degli impianti comunali attraverso un partenariato pubblico-privato, restano infatti da chiarire elementi importanti. Serve un cronoprogramma dettagliato degli interventi e occorre sapere quali scuole saranno coinvolte, secondo quali priorità e con quali tempi.

Il Comitato ricorda anche un precedente che non può essere ignorato. Nel 2015-2016 il Comune costituì il Fondo immobiliare “Scuola” per realizzare cinque nuovi complessi scolastici, circa 1.800 posti, con un investimento di 30 milioni di euro. La nuova scuola Carracci, inizialmente annunciata per l’anno scolastico 2017-2018, è stata inaugurata soltanto nel gennaio 2024. E anche dopo l’apertura sono rimasti problemi sul raffrescamento degli ambienti, tanto che il Comune ha successivamente dovuto prevedere ulteriori interventi.

Proprio precedenti come questo rendono ancora più importante avere oggi tempi certi, responsabilità chiare e obiettivi verificabili.

Il nuovo progetto riguarda oltre 350 edifici comunali e comprende anche interventi di climatizzazione nei nidi e nelle scuole dell’infanzia. La climatizzazione non può diventare una voce secondaria all’interno di un grande programma di gestione, manutenzione ed efficientamento energetico degli edifici comunali. Dopo quanto accaduto negli ultimi anni, deve essere una priorità chiara e verificabile.

Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali e non possiamo ricominciare ogni estate dallo stesso punto. Abbiamo già visto bambini, insegnanti ed educatori trascorrere giornate in ambienti con temperature insostenibili. Lo stesso Comitato ricorda il caso del bambino che a giugno ha avuto un malore al nido Betti: episodi come questo rendono ancora più evidente quanto sia necessario intervenire per tempo.

È un tema che sollevo da mesi. A luglio avevo chiesto un piano sistematico per rendere vivibili le scuole in tutta l’Emilia-Romagna e avevo proposto di destinare a questo obiettivo una parte delle risorse europee della prossima programmazione. Quando ad agosto il Comune di Bologna ha annunciato 700.000 euro per la climatizzazione di nidi e scuole dell’infanzia, avevo accolto positivamente quella decisione, chiedendo però che agli annunci seguissero risultati concreti e verificabili.

Da mesi sostengo che la climatizzazione debba inserirsi in una riqualificazione complessiva degli edifici, insieme a isolamento, pompe di calore, pannelli fotovoltaici, schermature solari e interventi sul verde capaci di creare ombra e ridurre il surriscaldamento delle scuole e dei cortili. Non si tratta semplicemente di installare qualche condizionatore, ma di rendere le nostre scuole capaci di affrontare il futuro.

Per questo la richiesta che arriva oggi dai genitori è ragionevole e va ascoltata. Il Comune faccia chiarezza sugli sviluppi del progetto approvato dalla Giunta e renda pubblico un cronoprogramma preciso degli interventi previsti nelle scuole, specificando quali strutture saranno coinvolte e con quali tempi. Bambini, famiglie e personale scolastico hanno diritto a sapere cosa verrà fatto e quando.

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