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Scuola. Basta piazze di scontro, l’educazione si costruisce con il dialogo

6 Ottobre

La manifestazione convocata oggi a Bologna dai collettivi studenteschi Cua e Cas, in solidarietà con la mobilitazione francese, deve essere l’occasione per ricordare che il confronto e la partecipazione sono parte essenziale della vita democratica, ma non possono trasformarsi in scontro. Le piazze non possono diventare luoghi di tensione e violenza: anche di fronte a posizioni diverse, bisogna avere la capacità di ascoltarsi e confrontarsi.

La scuola e l’università hanno prima di tutto una responsabilità educativa. Ai ragazzi dobbiamo insegnare ogni giorno che le proprie idee si possono sostenere con determinazione, ma sempre attraverso il dialogo, il rispetto delle persone e delle regole. È questa la strada che dobbiamo indicare alle nuove generazioni, perché non è attraverso la violenza che si costruisce una comunità e non è attraverso lo scontro che si educa alla democrazia.

Mi auguro quindi che tutte le autorità, a partire da quelle cittadine, lavorino perché questa sia la direzione da seguire. Anche il sindaco deve esprimersi con chiarezza: non può esserci silenzio di fronte a iniziative che rischiano di alimentare tensioni, indipendentemente dai rapporti politici che possono esistere con alcune delle realtà che lo sostengono. L’educazione non può conoscere ambiguità: l’ascolto reciproco e la capacità di dialogo sono il modo attraverso cui si cresce.

Lo scontro e la violenza non possono essere mai giustificati.

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