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Bologna, nuovo bando refezione scolastica: grazie all’Anac finalmente una gara più aperta ma restano le criticità (Corriere di Bologna)

24 Maggio

Dopo anni in cui il servizio di refezione scolastica del Comune di Bologna è rimasto concentrato in capo a un unico gestore, finalmente la nuova gara d’appalto, pubblicata giovedì 21 maggio, è più aperta, favorisce la libera concorrenza, non è cucita su misura. È un passo avanti importante, che non nasce però spontaneamente: arriva dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione e i rilievi formulati sul precedente bando.

Il bando del 2025 prevedeva infatti un unico lotto per l’intero servizio, relativo a tutti e tre i centri di produzione pasti comunali, e imponeva al nuovo aggiudicatario anche l’acquisto del ramo d’azienda dal gestore uscente. A questo si aggiungevano requisiti di partecipazione che, a Bologna, un solo operatore era nelle condizioni di possedere: un fatturato minimo di 60 milioni di euro, un’esperienza pari a 9 milioni di pasti prodotti nell’ambito di un unico contratto e almeno 2,5 milioni di pasti prodotti da una singola cucina centralizzata in un triennio.

Il nuovo bando modifica sensibilmente questa impostazione. È stato eliminato l’obbligo di acquistare il ramo d’azienda e sono stati previsti requisiti molto più proporzionati e accessibili: 12 milioni di euro di fatturato per il Lotto 1 e 15 milioni per il Lotto 2; 2,5 milioni e 3 milioni di pasti prodotti nel triennio, anche attraverso più contratti; 700 mila pasti prodotti da una singola cucina centralizzata. Condizioni che, finalmente, non sembrano costruite per fare partecipare una sola azienda, ma consentono di immaginare una gara realmente contendibile da più operatori.

Resta però una criticità importante. Il Comune ha superato il lotto unico, ma ha scelto di dividere il servizio soltanto in due grandi lotti: uno per il centro pasti Fossolo e uno per i centri pasti Erbosa e Terracini. Sarebbe stato preferibile prevedere almeno tre lotti distinti, uno per ciascun centro di produzione pasti, per favorire ancora di più la partecipazione e la presenza concreta di più operatori all’interno del servizio.

Il nuovo bando non prevede poi che la stessa impresa non possa aggiudicarsi entrambi i lotti. Un singolo operatore potrà quindi partecipare e vincere entrambi i lotti e continuare a gestire l’intero servizio di refezione scolastica comunale. In altre parole, il nuovo bando non impone più il gestore unico, come accadeva con il lotto unico, ma non garantisce il superamento della concentrazione dell’intero servizio in capo a un solo soggetto.

La presenza di più operatori potrebbe rappresentare un fattore di miglioramento concreto. Una vera concorrenza spingerebbe ciascuna azienda a ricercare le migliori derrate alimentari, a investire sulla qualità dei prodotti e dei pasti, a valorizzare il proprio patrimonio di competenze e a rafforzare i sistemi di controllo. Ne beneficerebbero prima di tutto i bambini e le loro famiglie, che devono poter contare ogni giorno su un servizio sicuro, trasparente e di qualità.

Puoi scaricare l’articolo integrale, pubblicato nell’edizione del 24 maggio del Corriere di Bologna.

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