Prossima settimana in Consiglio comunale a Bologna si discuterà la proposta di deliberazione con cui la Giunta chiede l’autorizzazione alla spesa per avviare la nuova gara della refezione scolastica per il periodo settembre 2026 – agosto 2029, per un valore complessivo stimato di oltre 58,1 milioni di euro, con possibilità di rinnovo per altri due anni, per la produzione di circa 20.000 pasti al giorno. La proposta supera formalmente il vecchio lotto unico, su cui c’era stata la bocciatura dell’ANAC, e suddivide il servizio in due lotti: il primo relativo al centro pasti Fossolo di via Canali 19, il secondo relativo ai centri pasti Erbosa di via Gobetti 61 e Terracini di via Manzi 15.
Su questo tema seguo da mesi con grande attenzione ciò che accade. Ne ho parlato pubblicamente, ho presentato un’interrogazione, ho dedicato a questa vicenda anche una puntata di “8 minuti con Elena Ugolini”, perché la refezione scolastica non è una questione tecnica per addetti ai lavori, ma un servizio che incide ogni giorno sulla vita delle famiglie, dei bambini e delle scuole.
Per questo considero importante che si risponda ai rilievi dell’ANAC, contenuti nella delibera n.528 del 17 dicembre 2025, per abbandonare il lotto unico, che avrebbe sicuramente portato alla vittoria della stessa azienda, l’unica in grado di disporre dei requisiti necessari per aggiudicarsi la gara.
Tuttavia, la proposta in discussione non è del tutto soddisfacente. Se davvero si fosse voluto aprire il mercato sarebbe stato meglio organizzare il nuovo bando in tre lotti distinti, uno per ciascun centro di produzione pasti.
Si tratta comunque di un primo passo nella direzione giusta. Attenzione, però, a non far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: senza inserire nel bando la clausola che la stessa impresa non potrà aggiudicarsi entrambi i lotti si potrebbe tornare alla situazione di prima, salvando la forma senza modificare la sostanza.
La refezione scolastica richiede trasparenza, vero pluralismo e regole costruite in modo equo. Dopo tutto quello che è accaduto, Bologna non può permettersi un bando che cambi facciata senza cambiare davvero impostazione.