La stazione di Bologna e le aree che la circondano sono un punto particolarmente delicato della nostra città. È un luogo attraversato ogni giorno da migliaia di persone, ma anche un’area che negli ultimi mesi è stata interessata da episodi di spaccio, violenza e criminalità. La stazione è inoltre un nodo centrale rispetto alle criticità che interessano la Bolognina e una parte consistente del centro. Per questo il nuovo protocollo sulla sicurezza rappresenta uno strumento importante: definire in modo coordinato interventi, responsabilità e modalità operative significa dare una risposta concreta a cittadini, lavoratori e viaggiatori.
Preoccupa sapere che l’iter non sia ancora arrivato alla sua conclusione perché mancano le osservazioni del Comune di Bologna. Gli altri enti coinvolti hanno già svolto il lavoro di propria competenza e nel frattempo i controlli sono stati rafforzati, ma il protocollo con le ulteriori misure che ne conseguirebbero rimane fermo.
Non si tratta di una questione burocratica: quando parliamo di sicurezza, ogni ritardo incide sulla capacità delle istituzioni di intervenire tempestivamente. Chiedo al Sindaco Lepore di trasmettere rapidamente la propria relazione e di rendere partecipe la cittadinanza delle ragioni di questo ritardo, spiegando quali siano le osservazioni ancora da completare e quali interventi ritenga necessari. La chiarezza e la trasparenza sono indispensabili quando si agisce nel segno del bene comune.
La sicurezza della stazione non può essere affrontata da una sola istituzione e non può essere separata dalla sicurezza delle strade e delle piazze che la circondano, nonché dalla prevenzione e dagli aspetti sociali. Servono un coordinamento stabile tra tutte le forze in campo. Bologna ha bisogno di una politica della sicurezza che non insegua le emergenze, ma le prevenga e le affronti con continuità a 360 gradi, come suggerisco da tempo. Per questo chiedo al Comune di accelerare e di spiegare ai bolognesi cosa sta accadendo. La sicurezza è un bene centrale e i cittadini hanno diritto di sapere quali decisioni vengono prese, quali tempi vengono rispettati e quali invece si stanno accumulando.