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Infanzia. Fondo ZeroSei, De Pascale mantenga l’impegno per una ripartizione più equa

4 Novembre

La Giunta regionale, con la delibera n. 1869 del 2 novembre 2026, ha approvato il riparto di 8 milioni di euro del Fondo regionale 2026 ai Comuni e alle loro forme associative per i servizi educativi per la prima infanzia. Il 90% delle risorse, pari a 7,2 milioni, è destinato al consolidamento e alla gestione dei servizi ed è ripartito in base al numero di bambini iscritti, 34.529 in tutta la regione, con quote aggiuntive di 201.600 euro per i Comuni montani e di 151.200 euro per i bambini con disabilità. Si tratta di risorse importanti, esclusivamente regionali, ma riservate ai servizi 0-3: le scuole dell’infanzia 3-6 non ricevono nulla da questo stanziamento.

Attendiamo ora la delibera che distribuirà le risorse del Fondo nazionale ZeroSei per il 2026, i cui decreti di assegnazione non sono ancora stati approvati. Da quella si capirà se il presidente de Pascale manterrà l’impegno assunto durante la campagna elettorale, in occasione dell’incontro promosso dalla FISM per il suo cinquantesimo anniversario, a favore di una ripartizione più equa tra i due livelli educativi.

Voglio richiamare ancora una volta l’attenzione su uno squilibrio che caratterizza da anni le politiche dell’Emilia-Romagna e che, a mio giudizio, è inaccettabile: non possiamo parlare di sistema educativo integrato 0-6 e poi concentrare la quasi totalità delle risorse destinate alla gestione sui servizi 0-3, lasciando alle scuole dell’infanzia una quota residuale.

Nel 2025, dei 24,1 milioni di euro del Fondo nazionale destinati alla gestione dei servizi educativi e delle scuole dell’infanzia, la Regione ha assegnato il 90%, pari a 21,7 milioni, ai servizi 0-3 e appena il 10%, circa 2,4 milioni, alle scuole 3-6.

Non è una distribuzione imposta dallo Stato, ma una precisa scelta della Regione. Altre Regioni hanno adottato criteri differenti: il Veneto, ad esempio, divide in parti uguali le risorse nazionali per la gestione tra servizi 0-3 e scuole dell’infanzia.

Va ricordato inoltre che le scuole dell’infanzia paritarie, comunali e private accolgono circa il 50% dei bambini iscritti alle scuole dell’infanzia in Emilia-Romagna e svolgono quindi un ruolo fondamentale nel sistema educativo regionale.

Per questo chiedo alla Giunta che, nella prossima delibera di riparto del Fondo ZeroSei, l’Emilia-Romagna adotti una ripartizione più equa, destinando almeno il 30% delle risorse alle scuole dell’infanzia 3-6 e il restante 70% ai servizi 0-3. Significherebbe riconoscere concretamente il valore di tutto il percorso educativo, aiutando anche le famiglie che decidono legittimamente di iscrivere i propri figli a una scuola dell’infanzia paritaria.

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