Oggi in Consiglio Comunale il sindaco Lepore ha annunciato che, dopo la visita al Belluzzi-Fioravanti di venerdì scorso, proseguirà il suo tour nelle scuole, per ascoltare e parlare con gli studenti, con quelle giovani generazioni che vengono “stigmatizzate” da chi governa il Paese.
Il sindaco di Bologna predica la necessità del dialogo e pratica la faziosità.
Quando un sindaco entra negli istituti per parlare anche di Governo e temi nazionali senza un contraddittorio adeguato, come si garantisce un confronto davvero plurale? Dov’è quell’alleanza trasversale di cui parla sempre? Come si evita di creare studenti di serie A e di serie B?
La scuola è di tutti, non solo di una parte.
È uno scandalo pensare di utilizzare le manifestazioni studentesche come pretesto per portare avanti una narrazione a senso unico sulla testa dei giovani.
Il dialogo dovrebbe servire ad approfondire i temi, comprendere le diverse posizioni e fornire ai ragazzi gli strumenti per valutare criticamente e liberamente la realtà. Gli studenti hanno bisogno di istituzioni che garantiscano pluralismo e confronto.
E proprio il modo in cui vengono utilizzate le manifestazioni studentesche dimostra quanto sia necessario distinguere il dialogo dalla propaganda. Usare le legittime richieste degli studenti come uno scudo per spostare l’attenzione dalle responsabilità di chi ha alimentato un clima di ambiguità sulla violenza è profondamente scorretto (anche oggi, in Consiglio comunale, un consigliere della maggioranza ha insinuato che siano stati i poliziotti ad attaccare i manifestanti, davanti al silenzio di chi lo guida).
I responsabili degli scontri non sono gli studenti che protestano pacificamente, ma chi sceglie la violenza ed è, anche se indirettamente, aiutato a farlo.
Prima di parlare agli studenti del Belluzzi, Lepore avrebbe dovuto chiarire il rapporto della sua amministrazione con i centri sociali che hanno incitato alla rivolta, a partire dagli spazi concessi e dai finanziamenti pubblici.
E se vuole confrontarsi con gli studenti sui problemi concreti che riguardano la loro vita e il loro futuro, dovrebbe cominciare anche dalle responsabilità della propria amministrazione. Prima di parlare di carovita, casa e pressione fiscale, avrebbe dovuto spiegare perché la sua amministrazione ha aumentato tutto e non è riuscita a fare una politica seria sulla casa.
Le istituzioni devono garantire a tutti gli studenti la possibilità di ascoltare voci diverse, confrontare idee e sviluppare un pensiero autonomo. La scuola deve essere un luogo di libertà e formazione critica, non un palcoscenico per la propaganda politica.