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I dubbi sul “Modello Modena” (Il Resto del Carlino – Modena)

26 Marzo

Premiare i medici di medicina generale perché hanno un tasso di prenotazione più basso su certe prestazioni prescritte ai propri pazienti, non significa migliorare davvero la sanità. L’appropriatezza non  si misura sulla quantità, ma sulla qualità.

Le testimonianze che mi sono arrivate oggi dalla provincia di Modena confermano che, i dubbi che ho sollevato nell’articolo uscito questa mattina sul Resto del Carlino sul “Modello Modena” e sugli incentivi ai medici di medicina generale per ridurre le prestazioni, sono tutt’altro che infondati.

Una signora di Carpi mi racconta che, con la richiesta del medico, per una visita fisiatrica le è stato dato appuntamento a fine anno e che non riesce a trovare posto nemmeno a pagamento. Un altro cittadino mi segnala invece che, per una risonanza cerebrale richiesta a Baggiovara, il primo posto disponibile sarebbe addirittura nel 2028.

L’assessore non può portare avanti una narrazione rassicurante fatta di percentuali che migliorano perché la realtà è un’altra: i cittadini aspettano mesi o anni, rinunciano, vanno altrove, oppure non riescono ad accedere alle prestazioni di cui hanno bisogno.

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