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Manichino di Valditara appeso fuori da un liceo di Bologna: quando la violenza entra nella scuola, dobbiamo interrogarci

15 Settembre

Quando la violenza entra nella scuola con questa irruenza, arrivando persino a rappresentare un ministro impiccato fuori dalle finestre di un liceo, credo che tutti dobbiamo fermarci e interrogarci. L’episodio avvenuto questa mattina al Liceo Minghetti di Bologna non si può considerare una semplice forma di dissenso e non può diventare un gesto considerato normale o accettabile nel dibattito pubblico, tanto più quando avviene dentro o davanti a una scuola.

La scuola dovrebbe essere il luogo nel quale si impara a discutere, anche con grande fermezza, delle idee e delle scelte politiche, e ad entrare nel merito delle questioni, senza trasformare il confronto in intimidazione o violenza simbolica. Se un gesto di questo tipo viene percepito come possibile e persino praticabile, significa che qualcosa si è incrinato e dobbiamo avere il coraggio di chiederci che cosa stia succedendo nelle nostre scuole e quale messaggio stiamo trasmettendo ai nostri ragazzi.

Non possiamo limitarci a condannare il singolo episodio. Dobbiamo recuperare una cultura del rispetto, del dialogo e della responsabilità, perché educare alla libertà significa anche insegnare che nessuna idea, per quanto radicale, può giustificare la disumanizzazione dell’avversario. È una responsabilità che riguarda tutti noi e che la scuola, prima di ogni altro luogo, deve sentire propria.

Al ministro Valditara esprimo la mia solidarietà, insieme alla stima per il suo operato e l’impegno con cui sta svolgendo il suo incarico.

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