L’ennesima aggressione a un autista Tper, avvenuta nel pomeriggio di sabato 27 giugno in via Massarenti a Bologna – a pochi giorni di distanza dalla vicenda del pezzo di orecchio strappato a morsi – dimostra che chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale continua a lavorare in condizioni di rischio inaccettabili. A loro esprimo la mia piena solidarietà. Non posso limitarmi a registrare questi episodi come fatti isolati: quando gli autisti vengono minacciati o aggrediti, a essere compromessa è anche la sicurezza dei passeggeri e la continuità del servizio.
La Regione Emilia-Romagna non può chiamarsi fuori. È il socio di maggioranza di Tper, con oltre il 46% delle quote, ed è l’ente che programma e finanzia il trasporto pubblico locale. Per questo ha il dovere di promuovere un piano straordinario per la sicurezza degli operatori, coinvolgendo l’azienda, le organizzazioni sindacali e le forze dell’ordine. Chiederò quindi che questo tema diventi una priorità dell’agenda regionale.
Occorrono interventi concreti e immediatamente attuabili. La prima proposta che avanzo è dotare progressivamente tutti i mezzi più esposti di cabine di protezione per gli autisti, sistemi di videosorveglianza collegati in tempo reale con le centrali operative e pulsanti di allarme che consentano un rapido intervento delle forze dell’ordine. La seconda proposta è avviare un monitoraggio permanente delle tratte e degli orari a maggiore rischio, predisponendo servizi di controllo dedicati e sperimentando, nelle situazioni più critiche, la presenza di personale di supporto a bordo. Ritengo che chi garantisce ogni giorno un servizio essenziale ai cittadini debba poter lavorare in sicurezza.