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TARI Bologna, più burocrazia e meno libertà per i cittadini. Perché non usare gli utili di Hera per ridurre i costi alle famiglie numerose e ai più fragili?

26 Giugno

Anche nel modo di pagare le tasse il Comune di Bologna riesce a complicare la vita ai cittadini. Quest’anno non sarà possibile scegliere il pagamento della TARI in un’unica soluzione: tutti saranno obbligati a pagare in due tranche, con una prima scadenza il 30 giugno e una seconda a dicembre.

Un aggravio burocratico che costringe le famiglie a ricordarsi due scadenze invece di una, con il rischio concreto di dimenticarne una e incorrere in sanzioni. Mentre la tecnologia dovrebbe servire a semplificare la vita delle persone, Palazzo d’Accursio va nella direzione opposta.

C’è chi, in questi giorni, riceve a casa la prima rata della TARI, magari mentre è in vacanza o via per lavoro, e avrà pochi giorni, fino al 30 giugno, per pagarla. Oggi i cittadini potrebbero non conoscere nemmeno l’importo definitivo che dovranno pagare: il saldo sarà comunicato solo nei prossimi mesi, anche perché il Comune potrebbe ridefinire le tariffe. Le famiglie sono quindi chiamate a organizzare il proprio bilancio senza sapere quale sarà il costo finale della tassa.

In molte altre grandi città italiane l’approccio è diverso: viene lasciata ai contribuenti la libertà di scegliere se pagare in un’unica soluzione oppure rateizzare l’importo secondo le proprie esigenze. È ciò che accade, ad esempio, a Milano e Torino. Bologna, invece, elimina questa possibilità e impone un’unica modalità per tutti. Semplificare significa dare più libertà ai cittadini, non aumentare gli adempimenti, le scadenze e la burocrazia.

È arrivato anche il momento di utilizzare gli utili di Hera per sostenere concretamente le famiglie. Le risorse generate da un servizio essenziale devono tradursi in un aiuto per la comunità: chi ha nuclei familiari più numerosi dovrebbe pagare meno e lo stesso dovrebbe valere per le persone e le famiglie con fragilità certificate. Sarebbe un modo concreto per sostenere il ceto medio e rendere Bologna una città davvero più inclusiva. Allo stesso tempo, è necessario introdurre strumenti che consentano ai cittadini di valutare la qualità dei servizi ricevuti, perché chi paga una tassa ha anche il diritto di esprimere un giudizio sull’efficienza e sull’efficacia del servizio.

Per questo chiederò alla Regione di promuovere linee guida per semplificare gli adempimenti tributari locali e di verificare, tramite ATERSIR, che le modalità di riscossione siano orientate a favorire i contribuenti, cosa che, a mio avviso, a Bologna non accade. Chiederò inoltre che si apra una riflessione sull’utilizzo degli utili di Hera per introdurre forme di maggiore equità nella TARI, a sostegno delle famiglie più numerose e delle persone più fragili.

 

 

In copertina: foto di Comune di Bologna

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