News e
rassegna stampa

Scuole troppo calde, la Regione intervenga subito. Serve un piano strutturale per climatizzare gli edifici scolastici

27 Giugno

“Le segnalazioni che arrivano da Bologna e da tante realtà dell’Emilia-Romagna raccontano di bambini, insegnanti e personale scolastico costretti a svolgere le attività in aule con temperature ben oltre i 33 gradi. Non è un semplice disagio: è un problema di salute e di sicurezza. Le ondate di calore non sono più eventi eccezionali e non possiamo continuare ad affrontarle ogni estate senza una programmazione. Nei nidi, nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, dove le attività proseguono fino al 30 giugno e i centri estivi arrivano fino alla fine di luglio, garantire ambienti adeguati deve diventare una priorità.”

Lo scorso anno la situazione era simile ma non è stato fatto un piano strutturale per cominciare a risolvere il problema. Il problema non è più rinviabile e non basta dire che servono più fondi dal governo come ha fatto anche questa mattina l’assessore Ara.

Un esempio? Le Marche hanno già raggiunto una percentuale di edifici scolastici climatizzati superiore al 26% a fronte del 9,2% dell’Emilia-Romagna, dimostrando che un percorso graduale e programmato è possibile quando ci sono investimenti e una precisa scelta di priorità.

Serve una strategia di lungo periodo. Sono necessari bandi regionali rivolti ai Comuni, proprietari degli edifici scolastici dei nidi, delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie, utilizzando le risorse già destinate all’efficientamento energetico per accompagnare la climatizzazione degli immobili. Ogni intervento dovrebbe integrare isolamento, sostituzione degli impianti, installazione di pompe di calore e pannelli fotovoltaici, così da ridurre i consumi energetici e rendere sostenibili i costi di gestione. Non si tratta di installare semplicemente qualche condizionatore, ma di riqualificare le scuole per affrontare il futuro.

Un altro esempio? La Regione potrebbe da subito destinare le previste per il bando regionale sulla partecipazione a un piano d’emergenza per climatizzare le scuole più esposte. In Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, si è scelto di accelerare gli interventi per la climatizzazione di nidi e scuole dell’infanzia, riconoscendo che la tutela della salute dei bambini viene prima di ogni altra considerazione.

La politica si misura dalla capacità di distinguere ciò che è essenziale da ciò che non lo è. Continuare a finanziare progetti marginali mentre bambini e lavoratori trascorrono giornate intere in scuole surriscaldate significa perdere di vista il bene comune. La Regione ha gli strumenti per intervenire: serve la volontà di mettere al primo posto la salute, la qualità dell’istruzione e condizioni di lavoro dignitose. Su questo chiediamo un impegno concreto e misurabile, non l’ennesima promessa destinata a essere dimenticata con la fine dell’estate.

IL TUO CONTRIBUTO è fondamentale

Sostieni la campagna con una donazione