L’intervista di oggi a De Pascale su La Stampa titola: “Il governo eviti un’altra Emilia-Romagna”. Se il presidente fosse stato onesto, il titolo sarebbe dovuto essere molto diverso: “Grazie al governo, l’Emilia-Romagna ha le risorse per mettere in sicurezza il territorio, ora dobbiamo fare quello che non abbiamo mai fatto in 30 anni”. Parlando della frana di Niscemi, De Pascale ha attaccato ancora il Governo: “Noi in Romagna fummo processati in pubblico ma lo Stato non investe in prevenzione… il post alluvione è costato 4 miliardi”.
La verità è che l’Emilia-Romagna non aveva fatto nulla per 30 anni e per questo i fiumi sono esondati. Siccome i soldi erano pochi, secondo De Pascale (parla di 600 milioni nei 15 anni precedenti all’alluvione, 15 anni di governi tecnici o di sinistra), la Regione “ha perso la capacità di spenderli”.
Ma come si possono dire queste cose davanti a migliaia di persone che vanno ancora a letto con la paura quando comincia a piovere? Tre esempi.
Primo. C’è un’indagine della Procura della Repubblica con 12 indagati sulla zona di Boncellino, vicino a Traversara, in provincia di Ravenna, in cui i periti dicono che non erano state fatte le opere necessarie già previste agli inizi del 2000.
Secondo. Elly Schlein, quando era vicepresidente della Regione ed aveva la delega sul territorio, aveva restituito, per incapacità di fare progetti adeguati, a Roma, i 54 milioni che erano arrivati per realizzare delle casse di espansione.
Terzo. Gli alvei dei fiumi, quando è arrivata l’alluvione del 2023, erano ridotti al 30% della loro portata perché non erano mai stati puliti.
Per il post alluvione la Regione Emilia-Romagna ha ricevuto ingenti risorse dal governo Meloni: 2,7 miliardi di euro, dei quali restano ancora da assegnare circa 75 milioni; altri 100 milioni di euro per gli eventi del 2024 con il Decreto-legge 65; altri 400 milioni di euro transitati dalla parte privata a quella pubblica (che inizialmente aveva una dotazione di 1,2 miliardi) con la legge di bilancio più recente.
Sono dati che hanno riportato il commissario Curcio e la sottosegretaria Rontini mercoledì mattina in Commissione Territorio. E in Commissione Territorio il sottosegretario alla Presidenza Rontini ha dichiarato che verrà riorganizzata l’Agenzia per la sicurezza del suolo e la protezione civile con due dipartimenti separati. Finalmente ha detto che la parte della cura del suolo verrà organizzata per aste fluviali da monte a valle. Ha anche detto che al primo posto vanno i cittadini e la loro sicurezza. Abbiamo chiesto che ci sia una visione complessiva e di lungo periodo capace di mettere in ordine tutti gli interventi da realizzare in base alle priorità.
Io cambierei il titolo dell’intervista comparsa oggi su La Stampa: “L’Emilia-Romagna faccia con i soldi che sono arrivati quello che non ha fatto in 30 anni”.