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Portici e Garisenda, bocciata la proposta di modifica del sito Unesco: Giunta Lepore superficiale

15 Luglio

La bocciatura da parte dell’Icomos della proposta di modifica del sito UNESCO dei Portici di Bologna, inserendo tra gli altri la Garisenda, certifica un grave fallimento amministrativo della Giunta Lepore.

L’organismo tecnico che supporta l’UNESCO ha evidenziato «carenze significative» nella documentazione presentata, rilevando l’inadeguatezza dei criteri utilizzati per la ridefinizione dei confini, l’incompletezza di alcuni percorsi e la mancanza degli approfondimenti necessari.

Sono rimasti esclusi dalla proposta, tra gli altri, la Garisenda e piazza di Porta Ravegnana, Corte Isolani, piazza della Mercanzia, l’intero asse di via Santo Stefano e piazza Santo Stefano, mentre sono state contestate anche la fusione del tratto San Luca-Certosa e l’estensione verso Casalecchio di Reno. Una bocciatura tecnica che dimostra come il dossier predisposto dal Comune non fosse all’altezza degli standard richiesti per un riconoscimento UNESCO.

Questo episodio si aggiunge alla rinuncia ai cinque milioni di euro del PNRR destinati alla messa in sicurezza della Garisenda e conferma una gestione caratterizzata da annunci, conferenze stampa e occasioni perdute. È paradossale che un’amministrazione che rivendica la valorizzazione del patrimonio cittadino non riesca neppure a predisporre un fascicolo tecnicamente adeguato per estendere la tutela UNESCO. Ancora una volta Bologna paga l’ideologia di chi ritiene che le proprie scelte non debbano essere sottoposte a confronto e verifica, salvo poi scontrarsi con valutazioni tecniche indipendenti che ne evidenziano tutti i limiti.

Oltre a perdere nuove opportunità di tutela e valorizzazione, il Comune dovrebbe concentrarsi sulla conservazione dei tratti già iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale. Il decoro, la manutenzione e la pulizia dei portici rappresentano obblighi fondamentali previsti anche dagli impegni assunti con l’UNESCO. Esistono tecniche di pulizia profonda, già sperimentate con successo anche nell’area dei Santi Bartolomeo e Gaetano, che consentono risultati efficaci con costi contenuti. L’amministrazione, da qui al voto, non faccia altri danni e dimostri almeno di saper gestire e valorizzare il patrimonio che Bologna ha già conquistato.

Poi starà al nuovo sindaco e alla nuova amministrazione lavorare per il riconoscimento della Garisenda e delle altre piazze e dei tratti di porticato della città.

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