Le preoccupazioni espresse dai tassisti bolognesi meritano di essere ascoltate. Sono le preoccupazioni di chi vive la città ogni giorno e vede cambiare profondamente la mobilità senza avere risposte chiare su come sarà organizzata Bologna quando il tram entrerà in funzione.
Per questo ho presentato un’interrogazione in Regione Emilia-Romagna. La mobilità dell’area metropolitana coinvolge più livelli istituzionali e non può essere affrontata con decisioni prese senza un confronto reale con chi ogni giorno lavora sulle strade e utilizza la città.
La domanda che oggi si fanno i cittadini è molto semplice: potrò ancora raggiungere casa? Come cambieranno i percorsi? Come scegliere dove comperare casa se in una famiglia è presente una persona con disabilità. Dove passeranno auto, autobus, taxi, mezzi di soccorso, biciclette e pedoni? Quali zone verranno pedonalizzate? Sono domande legittime alle quali l’amministrazione deve dare risposte pubbliche e trasparenti.
Per questo chiediamo al Comune di pubblicare la pianificazione della mobilità prevista dopo l’entrata in funzione del tram, gli studi effettuati, i modelli di traffico, le valutazioni trasportistiche e i progetti sui quali intende basare le proprie scelte. È difficile immaginare che un’opera di questa portata sia stata progettata senza aver già definito gli scenari complessivi della mobilità cittadina.
Da quei documenti bisogna partire per aprire un confronto vero con tassisti, trasporto pubblico, imprese, commercianti, professionisti, associazioni, cittadini e tutti i soggetti interessati. Solo attraverso un percorso partecipato sarà possibile costruire una mobilità efficiente, accessibile e capace di rispondere ai bisogni reali di Bologna. Non bastano questionari e incontri spot, bisogna partire dai documenti esistenti e procedere con confronto vero e aperto con la città.