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Donne. Lepore usa una celebrazione solenne per fare propaganda

9 Marzo

Oggi alle 13 ero in Consiglio comunale a Bologna per la celebrazione solenne dell’ottantesimo anniversario del primo voto alle donne (2 giugno 1946), in occasione della giornata internazionale della donna. Un momento importante a cui non volevo rinunciare.

Dopo un’attesa di 45 minuti si è palesato il primo cittadino e la cerimonia è cominciata. Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare l’intervento di una docente di storia e di una ex parlamentare, testimone di quel periodo, per poi passare alle conclusioni del sindaco Lepore, il quale ha messo insieme 8 marzo, diritto di voto alle donne, guerra, scioperi e, ovviamente, referendum.

Il cuore centrale del suo intervento è stato: “Non siamo più di fronte a una storia di progresso e di avanzamento dei diritti, della partecipazione delle donne e degli uomini alla vita sociale e politica, non siamo più in un’epoca nella quale domani avremo un futuro migliore perché è destino che ci sia un avanzamento, ma siamo in un’epoca di profonda regressione, siamo in un’epoca nella quale non stiamo più dibattendo fra noi se è giusto che le donne possano dare un contributo ulteriore, ma stiamo addirittura discutendo del fatto che bisogna ricacciarle indietro”.

Ma di che Paese sta parlando? Dell’Iran, dell’Afghanistan, di Paesi dove alle donne sono vietate anche le libertà più elementari? Quali sono “le principali autocrazie e dittature orientali e occidentali che stanno discutendo come ridurre il potere alle donne”, insinuando che si stia facendo questo anche in Italia?

Non si potranno mai fare passi concreti per valorizzare le donne, il contributo unico che possono dare in tutti gli ambienti in cui vivono, la loro professionalità, per favorire la conciliazione vita-lavoro, per difenderle dalla violenza che ancora subiscono, fino a quando chi guida le istituzioni continuerà a fare propaganda senza dire quello che fa, ogni giorno, con le proprie politiche, per rendere questa città all’altezza delle donne. Neanche un dato, un fatto, una prospettiva.

Che cosa chiedo a un sindaco? Visione, competenza e metodo, non propaganda.

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