Oggi è stato pubblicato l’ennesimo album dei sogni di De Pascale. Ancora una volta assistiamo a una sequenza di annunci ambiziosi, parole rassicuranti e titoli ad effetto, ma vi invito a chiedere all’AUSL di Bologna la disponibilità della visita sportiva gratuita prevista per chi fa sport a livello agonistico e troverete tutte le liste chiuse. O si hanno gli 80 euro per fare privatamente tutti gli esami previsti o non si può far fare sport a livello agonistico ai propri figli. Su questa situazione ho interrogato la Giunta perché vorrei che facesse chiarezza e intervenisse.
È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
Il presidente della Regione parla di bilancio in equilibrio per il 2025 ma i numeri raccontano altro. Il 2024 ha chiuso con un disavanzo di circa 200 milioni di euro, nell’agosto 2025 c’era una previsione di disavanzo di 645 milioni e nel bilancio di previsione 2026-2028 sono già stati previsti 200 milioni di deficit ogni anno.
Probabilmente chi governa la nostra Regione sa che i conti sul 2025 sono migliorati grazie all’aumento del finanziamento del Governo e al gettito derivato dall’aumento delle tasse dei cittadini emiliano-romagnoli, ma di questo non c’è nessuna traccia. Nessuna analisi seria sui centri di costo e sulla produttività di ogni singolo ospedale e di ciascuna unità operativa. Solo numeri indistinti, che non permettono di capire chi produce di più, chi produce di meno, dove si annidano le inefficienze e dove invece ci sono eccellenze da valorizzare. Ci sono reparti che vanno e reparti che non vanno, strumenti (diagnostici o chirurgici) che vengono utilizzati al massimo delle loro possibilità ed altri che servono solo per la reputazione e il vanto di qualche primario, ma sono semplicemente un costo. Un buon amministratore, come un buon padre di famiglia, dovrebbe partire dai conti chiari per capire dove si può migliorare per aumentare la produttività, per lavorare meglio e per offrire più servizi ai cittadini.
Si parla del “direttore unico” per le Ausl di Bologna e Imola. Bene, ma perché introdurre questa novità? Quali sarebbero i vantaggi concreti per i cittadini e per il personale sanitario? In che modo questa scelta migliorerebbe la qualità dei servizi?
Si annuncia poi un piano di investimenti. È certamente una buona notizia, se reale. Ma quali sono nel dettaglio gli interventi previsti? Dove sono iscritti a bilancio? Con quali risorse vengono finanziati?
Sul tema delle liste d’attesa, si richiama una maggiore “appropriatezza”. Ma chi dovrebbe stabilire cosa è appropriato e cosa no? Con quali criteri? E soprattutto: quali sono le altre misure strutturali previste? Perché se la soluzione è solo chiedere ai medici di prescrivere meno esami, senza intervenire su organizzazione, produttività e gestione delle agende, non si affronta il nodo vero del problema, come ho dimostrato prima raccontando delle liste chiuse per le visite e gli esami necessari per fare sport a livello agonistico.
La Pancreas Unit viene evocata ancora una volta. Sono cinque anni che ne sentiamo parlare, è stata promessa a Forlì e all’Università di Bologna. Dove dovrebbe nascere? Con quale équipe? Ha senso farla, ma va fatta davvero, non solo annunciata periodicamente.
Sulla carenza di infermieri, infine, è evidente che occorre rendere più attrattiva la professione, anche attraverso interventi sul tema abitativo. Ma dove? Con quali risorse? Con quale programmazione? Anche qui servono numeri e atti concreti.
Dopo un anno di mandato al governo della Regione, il presidente De Pascale non può continuare a raccontare favole. Occorrono visione, competenza e metodo.