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De Pascale non scarichi sul governo le responsabilità della Regione. Prima di chiedere altri fondi, spieghi come vengono spesi quelli disponibili

13 Ottobre

De Pascale richiama i dati della Corte dei conti per chiedere più risorse al Governo, ma continua a evitare una questione fondamentale: come vengono utilizzate le risorse già disponibili per la sanità dell’Emilia-Romagna e quali risultati producono per i cittadini? La Giunta e la maggioranza che la sostiene continuano a sostenere che servono più finanziamenti, senza affrontare fino in fondo il problema dell’efficienza della spesa e delle responsabilità organizzative della Regione.

Nel 2025 il bilancio della Regione Emilia-Romagna ha previsto 12,5 miliardi di euro per il sistema sanitario. Parliamo di risorse enormi, che richiedono una gestione rigorosa e soprattutto trasparente. Eppure, ancora oggi, non è possibile conoscere in modo sistematico costi, ricavi, finanziamenti e volumi di attività dei singoli stabilimenti ospedalieri, con l’eccezione dei cinque ospedali universitari. È una carenza di trasparenza che abbiamo già sollevato e che rende molto difficile valutare come funzioni realmente il nostro sistema sanitario.

Senza questa fotografia dettagliata, come si possono individuare i punti di forza e di debolezza delle singole strutture? Come si possono riconoscere le inefficienze, valorizzare le esperienze che funzionano e capire dove esistano margini di miglioramento? La conoscenza puntuale dei costi e dei risultati è la condizione necessaria per intervenire sulla spesa in modo intelligente, senza ricorrere a tagli lineari che rischiano di penalizzare indiscriminatamente servizi e cittadini. Non si tratta semplicemente di spendere meno, ma di spendere meglio, assicurando che ogni euro produca il massimo beneficio possibile per la salute delle persone.

La sostenibilità della sanità pubblica non si garantisce soltanto invocando maggiori stanziamenti. Servono una programmazione seria, una gestione accurata delle risorse e la capacità di correggere le scelte che non funzionano. Liste d’attesa, difficoltà di accesso alle prestazioni, carenza di personale e criticità dei servizi territoriali sono problemi concreti che i cittadini affrontano ogni giorno. Non basta denunciarli attribuendone la responsabilità al Governo: la Regione ha competenze precise nell’organizzazione e nella gestione dei servizi sanitari e deve rispondere delle proprie scelte.

È necessario cambiare radicalmente il modo di gestire la sanità regionale, a cominciare dalla trasparenza. I cittadini hanno diritto di sapere come vengono impiegate le risorse della sanità regionale, quali costi siano realmente necessari, quali strutture funzionino meglio e quali interventi producano risultati. Solo partendo da questi dati è possibile definire le priorità, eliminare gli sprechi e concentrare le risorse sulle prestazioni essenziali e sui bisogni reali delle persone.

La sanità pubblica è un patrimonio da tutelare, non un terreno sul quale alimentare continuamente lo scontro politico con il Governo. De Pascale smetta di cercare altrove tutte le responsabilità e cominci a rendere conto di quelle che spettano alla Regione. Chiedere più risorse può essere legittimo, ma non può diventare un alibi per evitare di verificare come vengono spese quelle che già ci sono. Prima di tutto servono trasparenza, capacità di gestione e risultati verificabili. Perché ai cittadini non interessano le giustificazioni, ma una sanità che funzioni e risponda concretamente ai loro bisogni.

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