La nuova Relazione al Parlamento sulle dipendenze lancia un allarme che non può essere ignorato. Bologna è ai vertici nazionali per il consumo di cannabis, amfetamine ed ecstasy, mentre cocaina e THC sono stati rilevati in tutti i campioni analizzati di monitoraggi ambientali.
Anche i dati dell’Ausl preoccupano: nel 2025 le persone seguite per dipendenze sono 4.388. Quelle in carico per droghe illegali sono aumentate di 320 in un solo anno e i casi di dipendenza da crack sono quasi raddoppiati in due anni, passando da 353 a 623.
Tra gli under 25, oltre la metà di chi arriva ai servizi lo fa per la prima volta.

Curare chi è in difficoltà è un dovere. Ma la politica non può limitarsi a gestire le conseguenze. Dobbiamo chiederci perché sempre più giovani cadano nella dipendenza e se Comune e Regione abbiano davvero investito abbastanza in prevenzione, educazione e sostegno alle famiglie.
Serve un cambio di rotta: rafforzamento dei Serd, personale adeguato, un collegamento stabile con scuole, neuropsichiatria, salute mentale e servizi sociali. Serve investire nella prevenzione precoce, nello sport, nelle realtà educative e rendicontare con trasparenza i risultati ottenuti.
La libertà non consiste nel normalizzare il consumo di droga. La vera libertà è aiutare ogni ragazzo a costruire il proprio futuro senza diventare schiavo di una dipendenza.
