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7 ottobre: il 2 ottobre è stato solo l’antipasto, estrema attenzione alle manifestazioni violente in vista del 7 ottobre

3 Ottobre

Quello che è accaduto ieri a Bologna, con un corteo di circa mille persone che ha bloccato per ore importanti arterie cittadine e la zona della stazione, deve essere un campanello d’allarme. Ancora più preoccupanti sono le parole pronunciate durante la manifestazione e quelle utilizzate per presentare l’iniziativa del 7 ottobre, con il tentativo di descrivere il massacro accaduto in quella data come un esempio di resistenza e un’azione da rivendicare. Di fronte a parole che sembrano voler trasformare una strage di civili in un modello da celebrare, le istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte.

Il 2 ottobre deve essere considerato un avvertimento rispetto a quello che potrebbe accadere il 7 ottobre. Il sindaco convochi subito il confronto con tutte le istituzioni e porti la questione al tavolo provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Le manifestazioni violente, quando vi siano concreti elementi di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, devono essere vietate: non si può intervenire soltanto dopo che si sono verificati disordini, danneggiamenti o altri episodi criminosi. Se non facciamo nulla sappiamo già tutti cosa accadrà il 7 ottobre.

Dopo quanto accaduto nei mesi scorsi, Bologna non può permettersi di commettere un altro errore e inseguire gli eventi invece che prevenirli. Non può essere messa di nuovo a ferro e a fuoco. Il sindaco prenda una posizione netta, condanni ogni forma di violenza e difenda la città. La libertà di manifestare va tutelata, ma non può essere un alibi per tollerare violenze, intimidazioni o comportamenti fuori dal perimetro della legge.

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