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Turismo e affitti brevi. Bologna ha bisogno di più case, non di meno libertà

9 Settembre

L’articolo pubblicato oggi dal Resto del Carlino rende ancora più evidente quanto il tema B&B sia complesso. L’Europa si appresta a introdurre nuovi strumenti per individuare le aree sotto stress abitativo e Bologna, sulla base del rapporto tra prezzo medio degli immobili e reddito, sarebbe già oltre la possibile soglia indicata. Ma questo non significa che la causa della crisi abitativa siano semplicemente gli affitti brevi.

Nel centro storico ci sono circa 28.290 immobili abitati da residenti, mentre gli immobili interi destinati agli affitti brevi presenti nel database comunale sono 2.199. È una componente significativa, ma non sufficiente a spiegare da sola la mancanza di case. Il problema è anche che tanti proprietari non mettono gli immobili sul mercato degli affitti lunghi perché non si sentono adeguatamente tutelati. Se una casa non viene affittata, non basta vietare un’altra forma di locazione per farla magicamente comparire sul mercato.

Per questo continuiamo a chiedere un cambio di prospettiva. Il Comune deve utilizzare le proprie risorse per riportare sul mercato gli immobili sfitti e quelli oggi inagibili, sostenere la rigenerazione urbana e recuperare il patrimonio pubblico, invece di continuare a introdurre vincoli che rischiano di rendere sempre meno conveniente costruire e ristrutturare.

Per questo fa piacere la posizione di Mattia Santori sul turismo, positiva e diversa da quella dei suoi colleghi. Ci auguriamo che queste parole si traducano in fatti e atti.

Bisogna tornare a parlare delle famiglie e dei giovani: non soltanto di chi è già in difficoltà nel pagamento dell’affitto, ma anche di chi lavora, è precario, non ha un contratto a tempo indeterminato e non riesce nemmeno ad accedere a una casa. Un fondo affitto per gli under 35 sarebbe una misura concreta.

Io stessa, senza il contributo del Comune di allora – era il 1988 –, non avrei mai potuto comprare la mia prima casa.

Se davvero vogliamo una Bologna capace di accogliere turisti ma anche di far restare i suoi giovani, la strada non può essere quella di avere meno case disponibili e più divieti.

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