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Sostegno alla genitorialità e contrasto alla denatalità, passo avanti decisivo: entro fine anno la proposta di legge regionale

23 Luglio

Ieri, durante la discussione sul Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, l’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno presentato da Ludovica Carla Ferrari ed Elena Ugolini, coordinatrici dell’Intergruppo assembleare sul tema della natalità. È un passo concreto verso l’obiettivo per il quale si sta lavorando da oltre un anno: una legge regionale organica per il sostegno alla genitorialità e il contrasto alla denatalità in Emilia-Romagna. L’ordine del giorno impegna infatti la Giunta a presentare il progetto di legge entro il 31 dicembre 2026.

Nel 2025 in Emilia-Romagna sono nati appena 26.999 bambini: 1.044 in meno rispetto al 2024, con una diminuzione del 3,7%. Dal picco di quasi 42.300 nati registrato nel 2009, le nascite si sono ridotte del 36,2%, quindi di oltre un terzo. Sempre nel 2025, in Italia, sono nati circa 355.000 bambini, il 3,9% in meno rispetto al 2024, a fronte di circa 525.000 candidati coinvolti negli esami di maturità del 2025. La sproporzione dà la misura del problema.

L’ordine del giorno impegna la Giunta su tre fronti.

Innanzitutto, dovrà presentare entro il 31 dicembre 2026 un progetto di legge regionale organica, valorizzando il lavoro e il patrimonio di analisi e proposte sviluppati dall’Intergruppo.

Dovrà assicurare che nel Bilancio di previsione regionale e nei successivi documenti di programmazione finanziaria siano individuate risorse pluriennali coerenti con gli obiettivi della futura legge e dovrà coordinare i finanziamenti oggi distribuiti tra le diverse politiche regionali. Per affrontare un problema strutturale servono infatti misure stabili, continuative e concretamente finanziate, non provvedimenti una tantum.

Dovrà, infine, valutare una strategia regionale integrata che comprenda:

  • il sostegno economico e sociale alla genitorialità;
  • interventi sulla fiscalità e per facilitare l’accesso ai servizi;
  • politiche abitative e sostegno all’autonomia per giovani e giovani coppie;
  • conciliazione tra vita familiare e lavoro;
  • servizi educativi per l’infanzia da zero a sei anni sempre più universali e progressivamente gratuiti;
  • sostegno alle famiglie con figli con disabilità e al loro accesso ai servizi;
  • salute riproduttiva e prevenzione dell’infertilità;
  • valorizzazione della paternità e della corresponsabilità genitoriale;
  • sostegno ai rapporti intergenerazionali;
  • contrasto allo spopolamento delle aree interne;
  • monitoraggio permanente degli indicatori demografici.

Non si può più perdere tempo. Secondo la stima illustrata da Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il tasso di fecondità dell’Emilia-Romagna è sceso nel 2025 a 1,14 figli per donna, molto lontano dai 2,1 necessari per garantire l’equilibrio tra le generazioni. Il numero delle donne in età feconda si è inoltre fortemente ridotto negli ultimi decenni: è la conseguenza della diminuzione delle nascite iniziata già negli anni Settanta e Ottanta.

Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo agire nel presente per costruire un terreno favorevole perché le persone possano realizzare il loro desiderio di mettere al mondo o di adottare un figlio, rimuovendo gli ostacoli che bloccano o ritardano questa scelta e aiutando i giovani a costruire il proprio futuro nella nostra regione.

Lo studio commissionato dalla Regione e illustrato all’Intergruppo dal prof. Alessandro Rosina ha messo in evidenza che questo potrebbe essere il momento giusto per farlo. Il leggero aumento delle nascite registrato tra il 1995 e il 2008, in particolare in alcune regioni del Nord, porterà infatti nei prossimi anni a un piccolo aumento del numero delle donne in età fertile. In Emilia-Romagna dovrebbe quindi aprirsi una finestra temporale positiva, con condizioni favorevoli almeno fino al 2035, che dobbiamo sfruttare con tempestività per provare a invertire la tendenza.

La denatalità non dipende soltanto dal drastico calo del numero di donne in età feconda. Le analisi che abbiamo approfondito durante i lavori dell’Intergruppo ci dicono che tanti giovani desiderano ancora costruire una famiglia e avere dei figli, ma non sempre riescono a realizzare questo progetto. Pesano la precarietà lavorativa, la difficoltà di trovare una casa, i costi diretti e indiretti legati alla crescita dei figli, la mancanza di servizi, l’assenza di reti di sostegno e la fatica di conciliare la famiglia con il lavoro.

È su questi ostacoli che la politica può e deve intervenire. Vanno in questa direzione le misure per la famiglia promosse dal Governo nazionale, come il rafforzamento del bonus asilo nido, i tre mesi di congedo parentale indennizzati all’80% e gli interventi per rafforzare la rete dei Centri per la famiglia.

Il tema demografico deve essere in cima alle priorità del Paese e dell’Europa. Ognuno deve fare la sua parte: il Governo nazionale, la Regione e l’Unione Europea. Non è un caso che a livello nazionale sia stata istituita una Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti economici e sociali derivanti dalla transizione demografica in atto, presieduta da Elena Bonetti, e che al Parlamento europeo sia stato costituito un Intergruppo sulla Demografia, di cui fa parte l’on. Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo.

L’Intergruppo dell’Emilia-Romagna, che conta 36 consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, si è confrontato proprio con Elena Bonetti e Antonella Sberna, oltre che con studiosi di livello nazionale e internazionale come il dottor Gianluigi Bovini, il rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari e il professor Alessandro Rosina.

L’approvazione di questo ordine del giorno dimostra che il lavoro svolto è stato proficuo e che esiste un terreno comune sul quale costruire una legge regionale. Ora occorre rispettare gli impegni e i tempi indicati. Entro la fine dell’anno dovrà essere presentata la proposta di legge. Continueremo a lavorare perché sia una legge concreta, trasversale e adeguatamente finanziata, capace di aiutare le giovani coppie, le famiglie e chi desidera mettere al mondo o adottare un figlio.

 

SCARICA IL PDF per leggere il testo dell’ordine del giorno.

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