Il nuovo ricorso presentato contro le ordinanze di Città 30 indica come le criticità giuridiche di questo provvedimento potrebbero non essere state superate. Dopo le precedenti pronunce dei tribunali era inevitabile che si arrivasse a una nuova impugnazione. Al di là dell’esito del contenzioso, resta una domanda politica: era davvero questa la priorità per Bologna? Sono stati destinati circa 24 milioni di euro a un progetto fortemente ideologico, mentre sulle nostre strade continuano a esserci numerosi interventi di sicurezza ancora da realizzare.
La sicurezza stradale è una cosa troppo seria per essere ridotta a uno slogan. Significa mettere in sicurezza gli incroci più pericolosi, migliorare illuminazione e segnaletica, eliminare i punti critici, realizzare attraversamenti protetti, intervenire sulla manutenzione delle strade e investire nell’educazione stradale. Sono questi gli interventi che salvano vite, non provvedimenti generalizzati che finiscono per trattare allo stesso modo situazioni profondamente diverse.
È il momento di archiviare gli approcci ideologici e tornare a una politica fondata sui dati, sul buon senso e sui bisogni concreti dei cittadini. Chiediamo all’amministrazione di mettere finalmente al centro la vera sicurezza stradale, destinando le risorse a interventi mirati ed efficaci, capaci di prevenire gli incidenti dove il rischio è reale e di rendere Bologna una città più sicura per tutti.