Il Governance Poll evidenzia un dato che merita attenzione: Matteo Lepore scende al 64° posto su 92 sindaci, perdendo consenso rispetto allo scorso anno e fermandosi intorno al 50%. Al terzo posto della stessa graduatoria troviamo Gaetano Manfredi che si trova alla guida di una città ben più difficile e complessa di Bologna . Sono persone della
stessa area politica , con risultati completamente diversi. Lepore dovrebbe chiedersi veramente perché questa enorme differenza ! Al di là delle classifiche, il messaggio che arriva dai cittadini mi sembra sia chiaro: Bologna chiede risposte più efficaci sui problemi concreti che incidono sulla qualità della vita quotidiana.
Casa, sicurezza, famiglia, mobilità, cura dello spazio pubblico e dell’ambiente sono le questioni su cui i bolognesi attendono un cambio di passo. Troppo spesso l’amministrazione ha preferito inseguire narrazioni e annunci invece di affrontare con decisione le difficoltà che famiglie, lavoratori, studenti, anziani e imprese vivono ogni giorno. Una città cresce quando rimette al centro la persona, ascolta i bisogni reali e costruisce soluzioni condivise, non quando concentra energie e risorse in reti di soggetti vicini all’amministrazione, siano essi economici, associativi o ideologici.
Bologna ha bisogno di un’amministrazione capace di unire, non di dividere; di valorizzare tutte le energie della città e non soltanto quelle che appartengono a una determinata visione culturale o politica. Il bene comune si costruisce attraverso scelte equilibrate, che garantiscano sicurezza, opportunità, servizi efficienti, attenzione ai quartieri e libertà di iniziativa per chi ogni giorno contribuisce a far crescere questa comunità.
Il calo di consenso è un invito a cambiare rotta. Sta a noi lavorare con uno spirito costruttivo, partendo dall’ascolto delle persone e proponendo soluzioni concrete. Bologna ha tutte le potenzialità per tornare a essere un modello di qualità della vita, innovazione e coesione sociale, ma questo richiede un’amministrazione alternativa che metta davvero al centro la persona e il bene comune, senza pregiudizi ideologici e con la capacità di coinvolgere tutta la città.