L’audizione di questa mattina in Commissione Territorio sul Progetto di Variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del Po è stata richiesta sia dalla minoranza sia dalla maggioranza, proprio perché le preoccupazioni sui territori sono reali e diffuse. Parliamo di cittadini, imprese, tecnici, amministrazioni comunali e investimenti già programmati che rischiano di restare sospesi in un quadro di forte incertezza.
Molte sono infatti le criticità sollevate dal nuovo PAIPo. Premesso che il rafforzamento della sicurezza idraulica è un obiettivo che condivido pienamente, non possiamo permettere che, nella fase transitoria, le nuove perimetrazioni producano incertezza normativa, blocchi procedurali e ricadute pesanti su territori già duramente colpiti. Per questo, questa mattina ho chiesto quali norme si applichino concretamente fino all’approvazione definitiva della nuova Variante, come si coordinino PAIPo, PGRA e nuovi PUG comunali, e come si possano tutelare cittadini e imprese che hanno procedimenti in corso o investimenti già avviati. Su questo servono indicazioni chiare e uniformi, non interpretazioni diverse da Comune a Comune.
Riguardo all’importante tema delle aree di tracimazione controllata, la sottosegretaria Rontini ha annunciato che entro il 30 maggio la Regione presenterà una proposta. È un passaggio delicatissimo. Quelle aree non possono essere calate dall’alto, né possono trasformarsi in vincoli pesanti senza opere certe e finanziate. Vanno valutate insieme ai territori, considerando l’impatto su abitazioni, agricoltura, imprese e attività produttive.
Un altro tema strategico che ho voluto sollevare, e di cui anche il Segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po (ADBPO), Alessandro Delpiano, ha riconosciuto l’importanza, riguarda la necessità di intervenire a monte, non solo a valle. Il PAIPo non considera ciò che accade nelle aree collinari e montane, che invece, come confermato dallo stesso Delpiano, possono avere un ruolo decisivo nel ridurre la quantità e la velocità dell’acqua che arriva nei bacini.
È doveroso, inoltre, predisporre un intervento serio e mirato di disalveo per riportare i fiumi alla loro reale capacità di portata. Il Segretario generale dell’ADBPO ha dato atto della rilevanza del tema. In alcuni casi, come è emerso anche stamattina, la portata si sarebbe ridotta fino al 50% dal 2011 ad oggi. Se i fiumi non riescono più a contenere l’acqua che dovrebbero contenere, non possiamo limitarci a disegnare nuove mappe del rischio: bisogna intervenire sulle cause concrete della fragilità.
La sottosegretaria Rontini oggi ha parlato dell’istituzione di un gruppo di lavoro tecnico per la prevenzione. Io credo che non basti. Abbiamo definito per legge una cabina di regia per gli aeroporti, a maggior ragione occorrerebbe farlo per un tema così importante per il nostro territorio. Serve una cabina di regia, con responsabilità chiare, criteri trasparenti e un raccordo stabile tra Regione, Autorità competenti, enti locali, Consorzi, tecnici ed esperti nominati in modo bipartisan. Come ha ricordato oggi il Segretario generale dell’ADBPO, questa è la prima volta in cui possiamo discutere e lavorare contemporaneamente su tre piani: emergenza, ricostruzione e prevenzione, con ingenti risorse a disposizione. Proprio per questo non possiamo permetterci di sbagliare sulle priorità e sulle modalità con cui si progettano, si pianificano, si eseguono e si controllano gli interventi.
In tale contesto resta una domanda di fondo: qual è il margine di errore delle modellazioni utilizzate per il Progetto di Variante al PAIPo? Una modellazione può davvero sostituire il rilievo puntuale della realtà, la conoscenza degli argini, dei punti fragili, dei danni provocati dagli animali fossori, delle strozzature e delle criticità locali?
La sicurezza idraulica non può essere affidata solo a modelli astratti. Deve partire dalla realtà dei luoghi, dalla manutenzione ordinaria, dalla costruzione delle opere necessarie e da responsabilità chiare tra tutti gli attori in gioco. Servono visione, competenza e metodo.