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Bando paratie, finalmente partono i bonifici ma la Regione liquida solo 133 domande

9 Aprile

L’8 aprile la Regione Emilia-Romagna ha finalmente liquidato altre 133 domande del Bando per l’acquisto di dispositivi di protezione dalle alluvioni, portando il totale delle pratiche concluse da 475 a 608. È certamente un passo in avanti, ma è impossibile non notare il tempismo: il 3 aprile su segnalazione del Comitato alluvionati e franati del Cesenate ho nuovamente interrogato la Giunta per chiedere perché da febbraio fosse tutto fermo, e cinque giorni dopo sono partiti i bonifici.

È l’ennesima dimostrazione che chi governa la Regione si muove solo quando viene messo alle strette. Ed è anche la conferma che continuare a chiedere conto alla Giunta del suo operato è la strada giusta.

Attenzione, però, perché questo piccolo avanzamento non basta affatto a tranquillizzare. Dai dati che ho ricevuto dagli uffici regionali, su richiesta di accesso agli atti, risulta che al 4 marzo 2026 ci fossero 335 domande in corso di liquidazione. Con l’atto dell’8 aprile, però, ne sono state liquidate soltanto 133. Perché? Che cosa è accaduto alle altre che risultavano in fase di liquidazione? Per un bonifico basta un click.

La Regione deve chiarire subito con quale cronoprogramma intenda procedere e in quali tempi voglia arrivare al pagamento di tutte le domande. Perché il piccolo passo in avanti di questi giorni non cancella affatto la lentezza con cui si continua a procedere.

Secondo i dati che mi sono stati trasmessi dalla Regione, e considerando l’ultimo annuncio della sottosegretaria Rontini in Aula il 10 marzo scorso, le domande ammesse e finanziate sarebbero oggi 6.012, escludendo le 782 non ammesse per carenza di requisiti e le 108 ritirate dai richiedenti. Questo significa che, anche dopo l’ultima liquidazione, ci sono ancora 5.404 domande da pagare. Quanti anni pensa di impiegare la Regione per chiudere questa partita? Anche restringendo il conteggio alle sole pratiche che, al 4 marzo, non risultavano prive di rendicontazione, restano comunque 2.533 domande che devono essere assolutamente esaminate e liquidate in tempi brevi.

C’è poi un altro dato su cui occorre riflettere. Sempre dalle informazioni fornite dalla Regione emerge che oltre il 60% delle rendicontazioni è stato oggetto di preavviso di rigetto o di soccorso istruttorio per incompletezza o per mancanza di chiarezza. È una percentuale enorme, che dovrebbe imporre una riflessione seria su come sia stato costruito il bando e su quanto fossero realmente chiare le istruzioni date ai cittadini nel Manuale per la rendicontazione. Perché quando una misura nasce per aiutare famiglie colpite dall’alluvione e si trasforma invece in un percorso a ostacoli, il problema non può essere scaricato solo sui richiedenti. Bisogna domandarsi se il bando, il manuale e le modalità di rendicontazione siano stati pensati davvero in modo adeguato.

Infine, mi lascia perplessa la scarsa tempestività nella comunicazione delle informazioni. I dati che ho ricevuto dalla Regione il 9 aprile si fermano al 4 marzo. Possibile che non ci fosse una fotografia più aggiornata di questa? Con i numeri di un mese fa è ancora più difficile comprendere a che punto sia davvero l’iter delle pratiche e con quali tempi si intenda arrivare al pagamento di tutte le domande.

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