Questa mattina in Aula ho interrogato la Giunta regionale sul “bando paratie”, cioè sui contributi destinati alle famiglie colpite dall’alluvione del maggio 2023 per acquistare e installare dispositivi di protezione delle abitazioni.
Ho chiesto una cosa molto semplice: perché le 1.616 domande che, in base alle cifre date dalla Regione nel comunicato stampa del 4 marzo, risultano già complete di tutta la rendicontazione, non sono ancora state liquidate visto che i soldi sono disponibili già dall’agosto 2023 e per fare un bonifico basta un istante.
La sottosegretaria Rontini ha chiarito il problema: quelle 1.616 pratiche che, in base al comunicato ufficiale del 4 marzo, avrebbero dovuto essere complete e quindi pronte per il pagamento, in realtà hanno bisogno di ulteriori integrazioni e, per questo motivo, sono state liquidate solo le 475 in regola.
Questa storia merita di essere raccontata un’altra volta ancora perché parla di alluvionati, di soldi donati dai cittadini e di un percorso ad ostacoli fatto di ritardi, richieste aggiuntive e interpretazioni poco chiare.
Stiamo parlando di una parte dei 52 milioni donati da cittadini, famiglie, imprese, per aiutare chi era stato colpito dall’alluvione, fondi versati sul conto corrente della Regione, “Un aiuto per l’Emilia-Romagna”, entro l’agosto 2023. Precisamente di 13.791.641,98 euro. Le domande si potevano presentare dalle ore 15 del 30 ottobre 2024 alle ore 16 del 31 gennaio 2025.
Il meccanismo, sulla carta, poteva anche avere una sua logica. Una volta ammessa la domanda, il cittadino aveva 10 mesi di tempo per realizzare l’intervento e rendicontare le spese, caricando sul portale fatture, estratti conto, fotografie e altri documenti. Nel frattempo, il cittadino alluvionato doveva anticipare tutto: spesso più di 3.000 euro, perché l’importo massimo frequentemente non riusciva a coprire tutto l’importo dei lavori necessari.
Il bando prevedeva che se la documentazione non fosse stata ritenuta sufficiente, sarebbe partita la richiesta di integrazione: 10 giorni lavorativi per rispondere, pena l’annullamento del contributo. A luglio 2025, dopo 6 mesi dalla chiusura del bando, nessuna delle persone che aveva presentato la domanda, fatto i lavori e conclusa la rendicontazione era stata liquidata dalla Regione.
Il 2 marzo 2026 il presidente di un Comitato alluvionati riporta il tema all’attenzione pubblica denunciando che le domande liquidate sin qui sono appena 475 (di questo passo ci vorrebbero altri 4 anni per pagare tutti gli alluvionati che hanno partecipato al bando!). La replica della Regione non si fa attendere: il 4 marzo, con un comunicato stampa, dichiara che su 4.986 domande ammesse e finanziabili, ce ne sono già 2.091 con rendicontazione completa.
Da qui la domanda che ho posto alla sottosegretaria questa mattina: perché solo 475 domande su 2.091 sono state liquidate? La risposta della sottosegretaria apre un altro tema. Se fossero veri i suoi numeri, e quindi che solo 475 hanno rendicontazione completa, allora forse il bando e il manuale di rendicontazione sono poco chiari e hanno generato un numero enorme di richieste di integrazione.
In Aula ho richiamato anche casi molto concreti: cittadini che si sono visti contestare perfino il modo in cui era stata scattata la fotografia della paratia già installata, perché non risultava abbastanza visibile il fronte della casa o la corretta prospettiva dell’intervento. Ma se anche questi dettagli diventano decisivi, allora dovevano essere spiegati in modo semplice e preciso fin dall’inizio, non trasformati dopo mesi in un ulteriore ostacolo per chi ha già anticipato di tasca propria migliaia di euro per mettere in sicurezza la propria abitazione.
Dalla risposta della sottosegretaria Rontini è emerso, infine, un elemento positivo: avanzeranno risorse e questo dovrebbe consentire di scorrere le graduatorie e finanziare tutte le 6.902 domande, anche le 1.106 inizialmente non ammesse perché presentate oltre i termini o riferite a territori non considerati prioritari. È una buona notizia, significa che altre famiglie potranno finalmente accedere a un contributo prezioso. Auspichiamo che questa promessa si traduca in atti concreti, tempi certi, pagamenti tempestivi.