Oggi pomeriggio in Aula ho discusso l’interpellanza con cui ho chiesto chiarezza e un’accelerazione concreta sul riconoscimento automatico dei permessi ZTL per le persone con disabilità su tutto il territorio regionale.
L’assessore Priolo, nella sua risposta, ha riconosciuto che “lo stato dell’arte” non è soddisfacente e che l’accessibilità deve essere una priorità. È un passaggio importante: il primo modo per cambiare le cose è ammettere la realtà, individuare i problemi e assumersi la responsabilità di risolverli.
Ricordo che l’obiettivo – già indicato da anni – è semplice e di buon senso: evitare che una persona in possesso del CUDE, il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, debba ogni volta comunicare preventivamente l’accesso alle ZTL di Comuni diversi, con il rischio paradossale di sanzioni anche quando si è pienamente in regola.
L’assessore ha spiegato che oggi il sistema regionale di interscambio gestito da Lepida consente l’accesso solo nei Comuni che hanno completato l’attivazione (Bologna, Parma, Forlì, Modena e Ferrara), mentre altri (Piacenza, Reggio Emilia, Carpi, Cesena, Ravenna, Imola, Faenza e Rimini) hanno già siglato gli accordi ma devono ancora renderlo operativo.
Attualmente quindi non esiste un pass unico regionale valido per tutte le ZTL dell’Emilia-Romagna. La Regione è stata così lenta, come ammesso dallo stesso assessore, che nel frattempo il Ministero nel 2021 ha sviluppato una Piattaforma Unica Nazionale informatica per le targhe associate al CUDE, per agevolare gli spostamenti delle persone con disabilità su tutto il territorio nazionale. A questo punto l’obiettivo, confermato dall’assessore, pare essere quello di far confluire il progetto regionale verso quello nazionale, coinvolgendo anche ANCI e intensificando gli incontri di sensibilizzazione.
Ma anche su questo fronte siamo molto indietro: i comuni della Regione Emilia-Romagna attualmente aderenti alla piattaforma CUDE nazionale sono solo 30 su 330.
Non può essere considerato un risultato accettabile: le barriere non sono solo fisiche, sono anche burocratiche e “invisibili”. E vanno rimosse in fretta.